I tempi di scatto (o tempo di esposizione) indicano per quanto tempo l’otturatore della fotocamera rimane aperto per far passare la luce e impressionare il sensore o la pellicola.
Insieme al diaframma e all’ISO, è uno dei tre pilastri del triangolo dell’esposizione
Controllo della Luce
Il tempo di scatto determina la quantità di luce che colpisce il sensore o la pellicola:
- Tempi lunghi: Lasciano entrare più luce (utili di notte o in interni bui).
- Tempi brevi: Lasciano entrare meno luce (necessari in pieno sole).
Gestione del Movimento
Oltre alla luminosità, il tempo di scatto definisce l’estetica del movimento:
- Congelare l’azione: Usando tempi molto rapidi (es. 1/1000 di secondo o più veloci), puoi bloccare soggetti veloci come atleti o gocce d’acqua.
- Effetto mosso/setoso: Usando tempi lenti (es. 1/10
di secondo o diversi secondi), puoi creare scie luminose o rendere l’acqua delle cascate “setosa”.

Come si leggono i valori
I tempi sono espressi in secondi o frazioni di secondo:
- Frazioni:
1/250
, 1/500
, 1/1000
(più alto è il numero sotto la barra, più veloce è lo scatto).
- Secondi interi:
1″
, 2″
, 30″
(spesso indicati con le virgolette sulle fotocamere).
- Modalità Bulb (B): Permette di tenere aperto l’otturatore per tutto il tempo in cui si preme il pulsante, utile per la fotografia notturna.
Consigli pratici
- Regola del reciproco: Per evitare foto mosse a mano libera, usa un tempo almeno pari a 1/lunghezza focale
(es. con un obiettivo 50mm
, scatta almeno a 1/50s
).
- Uso del cavalletto: È indispensabile quando si scatta con tempi più lunghi di
1/60s
per evitare vibrazioni, effetto mosso o micromosso.
- Simboli sulla ghiera: Sulle fotocamere Nikon e Sony la priorità di tempi è indicata con S (Shutter), mentre su Canon con Tv (Time Value).
