Cosa ha ucciso i cinque subacquei italiani alle Maldive?

A questa risposta potranno rispondere i medici forensi che si occuperanno delle autopsie accurate, nessun altro lo potrà dire.

Tuttavia, da Istruttore subacqueo sia per immersioni ricreative e tecniche (civile e militare), queste sono le mie considerazioni, ma non prima di qualche chiarimento importante.

Immersioni, ricreative e tecniche, alcune differenze molto importanti

Immersione ricreativa

Una immersione ricreativa ha come limite, a seguito delle certificazioni (brevetti) e specializzazione raggiunta, i 40 mt di profondità, in coppia e in condizioni meteo/corrente sottomarina idonee all’immersione programmata.

Utilizza attrezzature idonee e richieste necessariamente dall’immersione ricreativa, utilizza come miscela respiratoria la semplice ARIA(circa 78% di Azoto + circa 21% di Ossigeno e 1% di altri gas) che respiriamo normalmente in superfice (tranne per chi ha la certificazione per l’utilizzo del NITROX)

Immersione Tecnica

L’immersione tecnica ha come limite, una profondità in base alla certificazione (brevetto) conseguito + altre specializzazioni necessarie nonchè numero di immersioni e quindi esperienza documentata, che parte dai 40mt di profondità e oltre, prevalentemente almeno in coppia e in condizioni climatiche favorevoli in base all’esperienza e alle attrezzature utilizzate.

Utilizza attrezzature idonee, richieste necessariamente dall’immersione tecnica, ridondanti e dedicate per questo tipo di immersione e miscele respiratorie che vanno dall’utilizzo di Aria, Nitrox, Trimix, Eliox (quindi anche miscele binarie e ternarie) in base al tipo di immersione e sua programmazione

Cosa occorre per poter fare immersioni subacquee

Per poter fare immersioni subacquee occorre necessariamente una formazione e quindi un brevetto o una serie di brevetti, rilasciati a seguito di training sia teorici che pratici e relativi esami, per ogni livello raggiunto si ha un tipo di preparazione specifico e i suoi limiti, questo vale a prescindere dalla sigla didattica (Padi, SSI, IANTD, NAUI CMAS etc etc…).

Per fare un determinato tipo di immersioni occorrono determinate specializzazioni o certificazioni/brevetti con i relativi prerequisiti per accedervi, tra queste spiccano tutte le immersioni oltre i 40mt e tutte le immersioni che tra le loro caratteristiche manca l’accesso diretto alla superfice (grotte, relitti etc…) .

Perchè le miscele invece della comune aria nelle bombole ?

A partire dai 55 mt di profondità la quantità di ossigeno (21%) contenuto nell’aria, a causa della pressione idrostatica diventa TOSSICO per il nostro sistema nervoso centrale e la quantità di Azoto (78%) diventa altamente narcotico, la somma di questi due fattori fa si che l’aria contenuta nella bombola diventa LETALE.

Per questo motivo, per le immersioni profonde oltre i 50 mt si utilizzano miscele che abbassano la percentuale di Ossigeno e di Azoto e quindi eliminando la loro tossicità, maggiore è la profodità e minore sarà la percentuale di Azoto e Ossigeno contenuta nelle bombole, sostituendo Azoto e Ossigeno con ELIO.

L’incidente

Se così si può chiamare, personalmente non lo definirei incidente in quanto il suo significato è legato ad un imprevisto, involontario e casuale, a cui questa triste vicenda non ne fa parte.

La stampa, ha divulgato, per sua ignoranza, notizie errate ed addirittura ridicole, assurde e fantascientifiche agli occhi di qualsiasi subacqueo, pertanto non possono essere prese in considerazione.

E’ essenziale considerare che una immersione alla profondità di 60mt con un tempo di permanenza di soli 5 minuti a quella quota deve prevedere, un tempo necessario per la risalita compresa la decompressione di almeno 30 minuti, utilizzando una miscela di fondo Trimix ipossico (Tx 18/45) e una miscela decompressiva Nitrox 50 (EAN50) a partire dai 21 metri per accelerare il lavaggio dei gas inerti dai tessuti. Bi-Bombole e bombole laterali per la diversità delle miscele e per la quantità di gas respirabile necessario.

I 5 Subacquei sprovveduti sono scesi con attrezzatura per immersioni ricreative, utilizzando una sola bombola da 15 lt. ciascuno, contenente la comune Aria, pertanto a prescindere, non avrebbero in nessun modo avuto la possibilità di risalire incolumi, non avendo abbastanza aria per la risalita e per la sua decompressione.

Basti pensare che i corpi dei 5 subacquei sono stati recuperati da :

  • I sub-speleologi finlandesi: Gli specialisti Sami PaakkarinenJenni Westerlund e Patrik Grönqvist, inviati dall’organizzazione internazionale DAN Europe (e supportati dal governo italiano), si sono occupati della parte più critica. Hanno estratto i quattro corpi rimasti bloccati a circa 60 metri di profondità all’interno della grotta di Alimathà, portandoli fino a quota 30 metri (quindi hanno iniziato una serie di tappe di decompressione)
  • La Guardia Costiera delle Maldive (MNDF): I sommozzatori militari maldiviani hanno preso in consegna i corpi a 30 metri di profondità e li hanno trasportati fino a 7 metri (probabilmente hanno poi fatto almeno una tappa di decompressione)
  • La Polizia delle Maldive: Gli agenti locali hanno completato l’ultimo tratto, portando le salme dai 7 metri fino alla superficie

Parliamo di 5 subacquei che dall’oggi al domani hanno organizzato senza attrezzature adatte, senza la conoscenza, senza la formazione adatta, senza l’addestramento adatto, senza le certificazioni sufficienti , senza i permessi, senza un supporto logistico in superfice all’altezza della situazione, senza nessuna programmazione delle fasi dell’immersione (essenziale), in un sito vietato, con attrezzature sufficienti ad una immersione per una profondità massima di 30mt, una immersione altamente Tecnica alla profondità di 60mt in grotta.

e sono morti