Il muro invisibile che divide gli “amici” dai talenti

Il termine “circoletto” nel cinema italiano, ma non solo del cinema, si riferisce a una presunta élite ristretta di attori, registi e produttori ed associazioni culturali che monopolizzerebbero le opportunità lavorative e i finanziamenti. Questa cerchia chiusa tenderebbe a premiare sempre gli stessi volti e nomi, amici del quartierino e di favorita ideologia, escludendo i nuovi talenti e chi ha ideologie diverse rendendo il settore poco meritocratico ed inclusivo, bensì di casta.

Lo stesso metodo viene in molti casi applicato a circoli artistici di qualsiasi genere spesso legati a filosofie e ideologie nonchè organizzazioni legate al mondo politico di sinistra, poco affini a molti artisti indipendenti ideologicamente da qualsiasi corrente politica o appartenenti a pensieri politici diversi.

Ma L’arte in se, non è un pensiero libero ed indipendente nonche altamente soggettivo?

Ecco i punti chiave per capire di cosa si tratta:

Origine e Diffusione del Termine

  • Il ruolo di Belve: L’espressione è diventata virale soprattutto grazie a Francesca Fagnani, che nel suo programma Belve pone spesso ai suoi ospiti la domanda: “Esiste il circoletto nel cinema italiano?”.
  • Significato: Indica una sorta di “alleanza invisibile” o lobby che controlla l’accesso ai ruoli principali, ai premi (come i David di Donatello) e alla distribuzione o divulgazione.

Le Polemiche e le Posizioni

Il dibattito ha diviso l’ambiente cinematografico tra chi ne ammette l’esistenza e chi la nega:

  • Chi lo critica: Attori come Michele Morrone hanno attaccato duramente questo sistema, definendolo autoreferenziale e pieno di pregiudizi verso chi non proviene da percorsi “classici” (come la Silvio d’Amico). Anche Giuliana De Sio ha parlato di un gruppo ristretto che lavora costantemente, denunciando la propria esclusione dai circuiti Rai per decenni.
  • Chi ironizza o ne parla: Altre figure, come Micaela Ramazzotti e Nancy Brilli, hanno confermato con varie sfumature l’esistenza di questa cerchia chiusa.
  • Chi minimizza: Attori affermati come Luca Argentero hanno risposto alle critiche in modo più pacato, spesso difendendo la professionalità del settore pur riconoscendo certi meccanismi di cast consolidati (e se ci tiene a continuare il suo lavoro, il tono pacato è già un azzardo).

Implicazioni per il Settore

  • Mancanza di ricambio: La critica principale è che il “circoletto” impedisca il ricambio generazionale, favorendo film con gli stessi attori per garantire incassi personali sicuri (finanziamento Statale), mostre sia fotografiche che pittoriche, fumettistiche, artistiche visuali in genere, a scapito delle nuove generazioni e opinioni diverse.
  • Questione politica: Anche esponenti politici hanno citato il concetto per criticare una presunta egemonia culturale che premierebbe pellicole basate su appartenenze ideologiche piuttosto che sulla qualità.

Il MIO libero pensiero

Ogni forma d’arte è frutto di un pensiero e passione personale che non deve essere censurata (nel limite della decenza comune e delle leggi vigenti) da nessuna forma di ideologia sia politica che non politica.

Non deve subire alcun tipo di sbarramento e tutti gli artisti devono poter godere delle stesse opportunità in base alla loro preparazione, qualità e livello.

L’artista non deve necessariamente dover far parte di un “circoletto” che decide in modo assolutamente prepotente e dittatoriale in base alle sue ideologie (spesso di carattere politico di sinistra) chi e cosa deve avere opportunità e partecipazione.

Purtroppo, chi è contro questo sistema, che ha similitudini sotto certi aspetti con il sistema mafioso, non lavora, non può partecipare, non può esporre le proprie opere, non può avere opportunità, molti attori che denunciano l’esistenza di questa casta non hanno più avuto opportunità professionali, molti altri hanno dovuto abbassarsi reprimendo e soffocando il proprio credo personale per poter continuare a lavorare (ipocriti), Fotografi e disegnatori, pittori, che non hanno nessuna opportunità di poter partecipare a mostre collettive che essendo organizzate da circoli culturali con forte influenza politica di sinistra ne impediscono la partecipazione se non facenti parte della stessa ideologia.

La libertà è importante, personalmente artisticamente parlando NON faccio distinzioni e ho preso la decisione di esporre esclusivamente Online, su siti di settore, sia per la fotografia che per il disegno, che mi garantiscono una costante visibilità indifferentemente da qualsivoglia mio pensiero politico o personale.