A differenza del comune formato JPEG, il RAW non subisce compressioni o modifiche automatiche da parte del software della fotocamera. Questo offre al fotografo il massimo controllo possibile in fase di post-produzione, permettendo di recuperare dettagli che altrimenti andrebbero persi.

Che cos’è esattamente il formato RAW?

La parola inglese raw significa letteralmente “grezzo” o “crudo”. In ambito fotografico, questo termine descrive perfettamente la natura del file. Quando si scatta in RAW, la fotocamera si limita a registrare la luce catturata dal sensore e a salvarla all’interno della scheda di memoria senza applicare alcuna regolazione di contrasto, saturazione, nitidezza o bilanciamento del bianco.

Ogni produttore di fotocamere utilizza la propria estensione proprietaria per i file RAW:

  • .CR2 / .CR3 per Canon
  • .NEF per Nikon
  • .ARW per Sony
  • .DNG (Digital Negative), un formato universale creato da Adobe

I vantaggi del formato RAW

  • Maggiore profondità di colore: Un file JPEG standard registra immagini a 8 bit (256 sfumature per canale di colore). Un file RAW registra a 12, 14 o addirittura 16 bit, offrendo fino a 65.536 sfumature di colore per canale. Questo elimina l’effetto “banding” nelle sfumature del cielo.
  • Recupero di luci e ombre: Grazie all’ampia gamma dinamica, se una foto è leggermente sovraesposta (troppo chiara) o sottoesposta (troppo buia), il RAW permette di recuperare i dettagli nelle zone d’ombra o nelle alte luci senza rovinare la qualità dell’immagine.
  • Bilanciamento del bianco non distruttivo: Nei file RAW il bilanciamento del bianco può essere modificato radicalmente in post-produzione con un semplice clic, impostandolo come se si stesse scattando in quel preciso momento.
  • Correzioni senza perdita di qualità: Ogni modifica effettuata su un file RAW è “non distruttiva”. Il file originale rimane intatto e si possono azzerare i cambiamenti in qualsiasi momento.

Gli svantaggi da considerare

  • Dimensioni dei file: I file RAW sono da 2 a 6 volte più grandi di un JPEG. Richiedono schede di memoria più capienti e hard disk spaziosi.
  • Flusso di lavoro obbligatorio: Non è possibile condividere un RAW direttamente sui social o inviarlo a un cliente. Deve essere prima “sviluppato” ed esportato in JPEG o TIFF.
  • Incompatibilità immediata: I computer più datati o i software non aggiornati potrebbero non riuscire ad aprire i formati RAW delle fotocamere più recenti.