Tra Vera Formazione e Caccia al Click

Il mondo della fotografia ha vissuto una rivoluzione incredibile nell’ultimo decennio. Se un tempo per imparare a padroneggiare i tempi di scatto, i diaframmi e la composizione era necessario iscriversi a costosi corsi accademici o passare ore sui libri di testo, oggi basta un clic. YouTube è diventato la più grande accademia gratuita del mondo. Digitando una semplice domanda nella barra di ricerca, si viene sommersi da migliaia di video tutorial, guide all’acquisto e trucchi magici. In questo immenso mare digitale si muovono figure ormai famosissime: i cosiddetti maestri o “guru” della fotografia.

Questa democratizzazione del sapere è senza dubbio un bene, ma porta con sé un lato oscuro. Accanto a professionisti stimati che condividono il proprio sapere, esiste una fitta schiera di creatori di contenuti il cui obiettivo principale non è la crescita artistica dell’utente, ma il proprio tornaconto personale. Per chi muove i primi passi in questo settore, orientarsi e capire di chi fidarsi sta diventando un’impresa sempre più complessa.

La nobile arte della condivisione contro il business delle visualizzazioni

È giusto fare una distinzione iniziale per non fare di tutta l’erba un fascio.

Molti creatori di contenuti su YouTube iniziano a caricare video spinti da una passione sincera. Vogliono sinceramente aiutare i neofiti a capire come funziona una macchina fotografica, come gestire la luce naturale o come muovere i primi passi con i programmi di fotoritocco. Il loro obiettivo è far sì che un appassionato possa trasformarsi in un bravo fotografo amatoriale, capace di esprimere la propria creatività.

Tuttavia, YouTube è prima di tutto una piattaforma commerciale. Molti altri profili nascono, o si trasformano nel tempo, esclusivamente per trarre un beneficio economico. Ogni visualizzazione, ogni iscritto e ogni minuto passato a guardare un video si traduce in denaro. Grazie alle inserzioni pubblicitarie che precedono o interrompono i filmati, alla vendita di filtri preimpostati, ai link di affiliazione per l’acquisto di attrezzatura e alle sponsorizzazioni dirette dei marchi, la creazione di tutorial è diventata un vero e proprio lavoro, spesso molto più redditizio della fotografia stessa.

Il mito del professionista: l’esperienza personale non è una legge universale

Un errore comune commesso da chi guarda questi video è associare il numero di iscritti di un canale YouTube alla competenza professionale del suo proprietario. La realtà è ben diversa. La stragrande maggioranza dei guru della fotografia online non sono professionisti che vivono vendendo i propri scatti a clienti, riviste o gallerie d’arte. Sono, a tutti gli effetti, dei creatori di contenuti, spesso definiti “content creator”.

Ciò che questi personaggi fanno nei loro video è semplicemente spiegare, illustrare e diffondere quella che è, in sostanza, la loro personale esperienza. Sebbene l’esperienza personale abbia un valore, essa non può essere considerata una verità assoluta o una regola accademica. Spesso un trucco che funziona per il loro specifico modo di scattare e per il loro genere fotografico viene venduto come la soluzione universale a ogni problema. Il rischio per il principiante è quello di assorbire concetti parziali, se non addirittura errati, scambiandoli per dogmi della fotografia professionale.

Una domanda necessaria: perché fanno video invece di fotografare?

Per fare un singolo video tutorial di buon livello ci vuole una quantità di tempo spaventosa. Bisogna scrivere una scaletta, pianificare le riprese, registrare l’audio, impostare le luci e poi passare ore, se non giorni, davanti al computer per la fase di montaggio. Senza contare l’attrezzatura: telecamere per le riprese di supporto, microfoni professionali, luci da studio e computer potentissimi. Si tratta di investimenti che superano spesso le migliaia di euro.

A questo punto, sorge spontanea una domanda che ogni spettatore attento dovrebbe porsi: perché queste persone preferiscono spendere così tanto tempo e denaro per fare video tutorial, invece di utilizzare quel tempo per uscire a scattare fotografie, fare nuove esperienze sul campo e arricchire il proprio portfolio?

La risposta, per quanto possa far male ai sognatori, è quasi sempre legata al ritorno economico e alla stabilità. Fare il fotografo professionista oggi è difficile, richiede una costante ricerca di clienti, la gestione di scadenze stressanti e un mercato altamente competitivo. Fare video su YouTube, una volta avviato il canale, garantisce entrate più regolari attraverso la monetizzazione e permette di lavorare comodamente da uno studio casalingo. In breve: per molti di loro, parlare di fotografia è diventato molto più conveniente che farla.

I veri professionisti esistono, ma sono mosche bianche

Questo scenario non significa che su YouTube non ci sia qualità. Esistono fotografi, anche professionisti affermati a livello internazionale, in grado di realizzare video tutorial seri, strutturati e dal valore inestimabile. Questi rari autori non cercano il sensazionalismo, ma spiegano la tecnica, la gestione del cliente, la psicologia dietro uno scatto e le reali difficoltà della professione.

Tuttavia, questi canali sono assai pochi e spesso hanno meno visualizzazioni rispetto ai canali dei guru del clickbait. Il motivo è semplice: la vera formazione richiede attenzione, tempo e impegno da parte di chi guarda. Un professionista non ti prometterà mai di farti diventare un maestro in cinque minuti. Al contrario, ti dirà che servono anni di tentativi ed errori.

Per distinguere un vero insegnante da un venditore di fumo, lo spettatore deve affilare le proprie armi: serve un buon occhio e, soprattutto, l’uso della ragione. Bisogna analizzare criticamente il portfolio del creativo, verificare se i suoi lavori esistono al di fuori della piattaforma video e valutare se il tono usato è didattico o puramente commerciale.

I segnali d’allarme: come riconoscere la “fuffa”

Sviluppare un senso critico significa anche imparare a riconoscere subito i contenuti creati solo per attirare l’attenzione. Il primo indicatore è senza dubbio il titolo del video, unito a una copertina accattivante ma ingannevole.

Un titolo come “Il trucco segreto che nessuno ti ha mai detto” o “Usa questa impostazione e le tue foto cambieranno per sempre” è di per sé da considerarsi una totale fuffa. Nella fotografia, una disciplina che ha quasi due secoli di storia e si basa sulle leggi della fisica e dell’ottica, non esistono segreti nascosti. Non ci sono scorciatoie magiche. Chiunque provi a vendere un concetto simile sta semplicemente usando tecniche aggressive di marketing per spingere l’utente a cliccare sul video, aumentando così le proprie entrate pubblicitarie.

La fotografia è un percorso fatto di luce, composizione, ma soprattutto di tanta pratica sul campo. Guardare i video può essere un ottimo punto di partenza per capire le basi tecniche, ma nessun tutorial potrà mai sostituire l’esperienza diretta di uscire di casa con la macchina al collo, commettere errori e imparare da essi. Guardate pure i video su YouTube, ma fatelo sempre con la giusta dose di scetticismo, ricordando che il miglior modo per diventare fotografi è, e rimarrà sempre e solo, scattare fotografie.